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VILLA CHINI RIAPERTA A BORGO SAN LORENZO: un po’ di soluzionimuseali-ims anche qui

Il 6 aprile scorso ha riaperto al pubblico il museo di Villa Chini, un affascinante complesso neorinascimentale nel territorio del Mugello, a Borgo San Lorenzo, qualche decina di chilometri da Firenze. 

Le ceramiche di Galileo Chini, (Firenze, 1873 – 1956) artista poliedrico, portavoce dell’artigianato italiano all’estero e propulsore in Italia di uno stile “orientale”, hanno trovato una adeguata valorizzazione in sei vetrine ad isola di grandi dimensioni prodotte da soluzionimuseali-ims. 

Alcune delle vetrine

Tate Modern: il brand che sorpassa il British Museum

Secondo i dati del 2018 la Tate Modern raggiunge 5,9 milioni di visitatori, superando così i 5,8 milioni del British Museum e guadagnandosi il primato come prima attrazione del Regno Unito.

É la prima volta dalla sua apertura, avvenuta nel 2000, che il museo raggiunge questo risultato.

Il British Museum, aperto nel 1753, vanta di un ricco passato e nel tempo ha sviluppato una forte reputazione e identità. Eppure negli ultimi decenni, mentre l’importanza della brand orientation per i musei assume una rilevanza strategica da non sottovalutare, il British Museum sembra appoggiarsi fermamente sulla sua consolidata rinomanza perseguendo una politica di marca poco mirata nel dichiarare in maniera trasparente unicità, differenza e valori.

E forse proprio per questo il giovane museo di arte moderna e contemporanea, collocato in un’ex centrale elettrica e costruito sotto la direzione architettonica di Herzog & De Meuron, sorpassa in un ventennio l’icona storica che ha definito a lungo l’immaginario legato alla parola museo.

Non è un caso che proprio TATE sia uno dei case studies più citati quando si parla di museum branding. A fare la differenza non é solo l’immagine coordinata ideata dallo studio di Wolff Olins, ma soprattutto il fatto che il museo abbia creato una precisa percezione nella mente dei visitatori che risulta coerente in ogni suo aspetto. 

In un mondo in cui differenziarsi diventa un imperativo per emergere nel mercato, é il brand a creare valore. Un valore per il pubblico che si trasforma in valore economico poiché in grado di attrarre nuovi visitatori, nuovi sponsor e fondi.

Un lavoro strategico quindi, quello della Tate e di molti altri musei inglesi (come quelli presenti nel grafico), dimostratosi un valido modello per incrementare l’attrattività e la qualità dei rapporti con gli stakeholders.

Anche soluzionimuseali-ims si occupa di Museum Branding.
In occasione della riapertura di Villa Bernasconi, una stupenda villa liberty collocata nel panorama di Cernobbio sul lago di Como, abbiamo svolto una analisi di brand position a conclusione dell’intero progetto di definizione del nuovo Brand Villa.

Sei interessato a sapere come costruire un brand efficace per il tuo museo?

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Verso una nuova definizione di museo

VERSO UNA NUOVA DEFINIZIONE DI MUSEO

È ancora attuale la definizione di museo riportata nello statuto ICOM del 2007?

Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.

La normativa italiana (D.M. MIBAC 23 dicembre 2014  Organizzazione e funzionamento dei musei statali  all’art.1) la riprende in versione integrale aggiungendo alcune specificazioni finali: “promuovendone la conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica”. Moltissimi musei italiani la adottano, quasi integralmente, nella definizione della propria missione. 

Tuttavia, i cambiamenti dell’ultimo decennio hanno portato ad allargare i confini del museo e della sua identità.

In seguito, alla Conferenza Generale ICOM 2016 a Milano, è stato nominato un nuovo Standing Committee per studiare e modificare la definizione di Museo.

Quest’anno, ICOM ha lanciato una call aperta a tutti per partecipare alla creazione di una nuova e aggiornata definizione che verrà presentata durante la General Conference di ICOM a Kyoto. L’iniziativa sembra aver riscosso successo, segnalando un processo decisionale partecipato efficace in grado di cogliere le differenti prospettive esistenti sul tema. Oltre 250 proposte sono state inviate da ogni parte del mondo: potete leggerle tutte qui.

In questa particolare occasione non possiamo che ricordare il Manifesto proposto dal Simposio Internazionale Museology and Values, che si è svolto nel settembre 2018 a Firenze, ideato dall’Opera di Santa Maria del Fiore in collaborazione con soluzionimuseali-ims.

Nell’attesa di scoprire quale sia oggi a livello istituzionale il nuovo significato del concetto di “museo”,  vi lasciamo riflettere sul lascito di questa grande conferenza, che incita il museo ad essere più vicino all’essere umano e alla sua dignità.
Di seguito potete trovare il Mission Statement redatto da alcuni dei direttori dei più grandi musei del mondo: MANIFESTO MUSEOLOGY&VALUES.

Looking inside the “Cabinet” twenty-one years after – S.E. Weil ICOM MEMORIAL LECTURES 2016

Fra qualche mese si rinnoverà l’incontro internazionale dei professionisti museali nella 25° conferenza generale di ICOM a Kyoto. Fra le varie sessioni, le memorial lectures rivestono un interesse particolare e, dal mio punto di vista personale, quella che riguarda Stephen E. Weil assume una notevole importanza per la lungimiranza del suo pensiero e l’acutezza delle sue analisi.Durante la conferenza generale che si svolse a Milano nel 2016, ho cercato di mettere in nuce quanto del pensiero di Weil sia ancora attuale e possa ancora aiutarci nel nostro lavoro. Qui per voi la lettura del testo.

 

 

Cascina Linterno: eredità europea di Petrarca

Da anni stiamo con CSA Petrarca, che ha recentemente vinto il bando per la gestione di Cascina Linterno. L’associazione ha fra i suoi scopi la valorizzazione della memoria storica del luogo e contribuire alla divulgazione su Francesco Petrarca: la cascina è infatti l’unica rimasta delle abitazioni milanesi in cui Petrarca risiedette durante il periodo trascorso presso i Visconti.

“Casa Petrarca” e il suo territorio, con le sue marcite e i fontanili riescono ancora oggi a restituire agli occhi di chi le visita le atmosfere in cui si muoveva il poeta. Ricordare il soggiorno di Petrarca a Milano, dove restò per buona parte di un decennio (1353-1361) è importante per restituire al territorio la dimensione concreta e locale della figura.
Ma anche perché, per la sua storia e le sue produzioni, l’eredità di Francesco Petrarca ha una portata ben più ampia.
Seguire le tracce di Petrarca porta lontano perché fa riflettere su una figura che più di tante altre ha una dimensione aperta e superiore a quella regionale o nazionale: questo non solo perché Milano fu solamente una tappa nei continui viaggi del poeta “nato in esilio”, ma perché la sua produzione culturale influenzò tutto il continente nel momento in cui per la prima volta cominciava a nascere un’identità culturale europea comune.
In un momento in cui l’Italia svolge un ruolo di guida nel campo della cultura e delle arti, Petrarca fu indubbiamente la figura letteraria chiave. E il suo muoversi, senza radicamento, di corte in corte ha un significato non solo pratico, ma anche simbolico, che ci ricorda il valore culturale unificante del viaggio. I viaggi di Petrarca si accompagnano infatti alla ricerca di una base culturale comune per l’Europa, alla riscoperta degli antichi e alla loro riattualizzazione nello sforzo di trovare dei valori universali in un contesto politico segnato dalla violenza e dal conflitto. Il poeta che più di tutti mise al centro l’individuo fu anche quello che nella complessità e ambivalenza del mondo interiore trovò anche un linguaggio che fosse condivisibile da tutti gli uomini: saper riconoscere di provare le stesse emozioni diventa così la base su cui poter costruire una vera convivenza.
La comunanza di esperienza è quindi la chiave per la fondazione della comunità. Questo messaggio fu bene accolto dai diretti successori di Petrarca, dalla comunità culturale che si andò a creare a partire dall’eredità che lasciò (insieme a Dante e Boccaccio) a tutta l’Europa. In un momento di guerre e trasformazioni sovranazionali era forte il desiderio di costruire rapporti: di creare una comunità che fosse internazionale ma che parlasse una lingua comune, che si riconoscesse negli stessi valori e che in questi, e non nei conflitti fra i popoli, sapesse costruire la propria identità.
La cultura europea che si ispirò a Petrarca fu una cultura che ricercava il confronto, e che seppe riconoscere nel dialogo la vera conoscenza.
Cercando una connessione fra gli antichi e moderni Petrarca pose le basi per il primo movimento di unificazione culturale europea. E creando un linguaggio della soggettività diete vita ad una lingua della comunità.

La portata di Petrarca e l’eredità che ha lasciato alla cultura europea si trova veramente quando si apre lo sguardo, e si riconoscono in questa cultura le sue dimensioni di socialità, di apertura e di confronto.

Identity and Mission – Museology and Values. Art and Human Dignity in the 21st Century

Identity and Mission – Museology and Values. Art and Human Dignity in the 21st Century

Dal Louvre al The State Hermitage Museum, dai Musei Vaticani alla National Gallery di Londra, e ancora il Bode-Museum di Berlino, gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia e la Pinacoteca di Brera.

Come sapete, lo scorso 28 e 29 Settembre a Firenze, i direttori e curatori di alcuni tra i più importanti musei del mondo si sono riuniti per il convegno “Museology and Values. Art and Human Dignity in the 21st century” organizzato dall’Opera di Santa Maria del Fiore, per raccontare le loro sfide e le loro soluzioni nella comunicazione dei significati di oggi.

Insieme, hanno sottoscritto un vero e proprio manifesto che, con piacere, vi riproponiamo qui di seguito:

 

 

Casa della Storia Europea

La scorsa estate ha aperto, dopo 10 anni di lavori, la Casa della Storia Europea (House of European History).
L’edificio, che si trova a Bruxelles all’interno del rinnovato edificio Eastman, vuole presentarsi come un moderno centro di esposizione, documentazione e informazione, in linea con le idee più recenti nel campo della museologia.
L’esposizione permanente è incentrata sui principali fenomeni e processi che hanno plasmato l’Europa contemporanea nel corso della storia e pone l’accento sulla diversità delle esperienze, sulla consapevolezza e sull’interpretazione che sono correlate a tali sviluppi.

La Casa della Storia europea darà ai cittadini l’opportunità di riflettere su questo processo storico e sul suo significato per il presente.
Il Parlamento ritiene che il museo possa essere un luogo di discussione e comprensione degli eventi contemporanei, dalla prospettiva delle loro radici storiche e alla luce delle esperienze storiche.

 

Dal 25 al 27 Giugno 2018 la Casa della Storia Europea ha invitato esperti provenienti da differenti discipline e nazionalità a riflettere e discutere sulla narrativa europea della sua esposizione permanente.

L’evento é iniziato con una lecture del Professor Norman Davies, storico inglese, autore di “Europe: A History” e membro dell’Academic Committee del HEH.

A questo sono susseguiti due giorni di conferenza con lo scopo di enfatizzare la comunicazione e le strategie di apprendimento del HEH, così come la musealizzazione della storia Europea attraverso una mostra contemporanea.

Prendendo l’HEH come un esempio, accademici ed esperti nell’ambito museale sono stati invitati a:

  • Discutere la complessità, le sfide la metodologia, le possibilità e i rischi di costruire un museo della storia Europea nell’Europa contemporanea.
  • Valutare le soluzioni scelte dallo staff del HEH, alla luce di sviluppi e del moderno museological thinking
  • Raccogliere proposte, suggerimenti e consigli sui modi per in cui la prospettiva europea potrebbe essere applicata a livello nazionale, regionale e locale e per l’ulteriore sviluppo dell’HEH.

Progetto formativo Sistema museale della Valtellina

Il progetto “Organizzare, creare e comunicare: percorso di formazione per i musei del Sistema museale della Valtellina”, organizzato dalla Provincia di Sondrio e il Sistema museale della Valtellina, vede il coinvolgimento di professionisti, tra cui Maria Cristina Vannini e Viola Suzzani, interni a soluzionimuseali-ims.

Il progetto prevede un programma formativo di 42 ore complessive per i direttori e i responsabili dei musei del Sistema museale della Valtellina di riflessione sui “Livelli uniformi di qualità” dei musei in relazione agli ambiti indicati dal D.M. n. 42 del 22 febbraio 2018 – Sistema Museale Nazionale e l’individuazione di interventi migliorativi, di analisi dello stato di fatto attraverso sopralluoghi e di pianificazione di interventi a breve e medio termine da attuare nei musei per migliorare la comunicazione.

L’obiettivo generale è promuovere un modello gestionale alla luce delle più aggiornate indicazioni della museologia e della legislazione.

La strategia è la proposta di un percorso formativo attivo e coinvolgente con ricadute concrete attese a breve e a medio termine. Il piano infatti prevede sia una formazione in aula, sia una formazione sul campo finalizzata alla redazione di studi di fattibilità per ottimizzare la fruizione dei musei.

Il successo dell’intervento formativo permetterà di elevare l’offerta culturale dei musei del sistema museale a beneficio del territorio.

CORSI

CORSI DI AGGIORNAMENTO STANDARD MUSEALI

livelli di qualità per il riconoscimento regionale

soluzionimuseali-ims organizza corsi di aggiornamento e di formazione sugli ambiti del Decreto Ministeriale 113 del 21 Febbraio 2018 (Adozione dei livelli minimi uniformi di qualità per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica e attivazione del Sistema Museale Nazionale ) per il riconoscimento a livello regionale e nazionale.


MUSEUM BRANDING

Il Brand come strumento di veicolazione della propria identità e della propria offerta culturale. Tutto il mondo valoriale del museo per comunicare una specifica esperienza.


VISUAL COMMUNICATION STRATEGY

Per imparare a comunicare nell’era del visuale, corsi, ideati da Fulvio Ronchi e M. Cristina Vannini, per coprire tutto il processo creativo e realizzativo, basandosi sulla coerenza con i vostri messaggi comunicativi e con i linguaggi dei media più adeguati, da organizzare con il vostro staff.

Contattaci per avere informazioni sul programma e sui costi