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Indicazioni di lettura: “Museum Activism”

Appare sempre più evidente come vi sia un continuo ripensamento sul ruolo del museo e sulle sue potenzialità.

Il crescente trend di pratiche attiviste nel campo museale ha portato Robert R. Janes e Richard Sandell dell’Università di Leicester a raccogliere in un potente volume, Museum Activism, numerose e differenti voci che invitano a guardare il museo come uno spazio a tutti gli effetti civico, in grado di generare un impatto sociale.

Il libro, uscito a Gennaio 2019 per la serie Museum Meanings di Routledge, afferma con coraggio che “la posterità é arrivata”, e che l’idea di neutralità all’interno del museo si stia pian piano sgretolando in tutto il mondo, lasciando spazio a modelli di agire fino a poco tempo fa impensabili.

Dalla Colombia allo Zimbabwe le esperienze raccontate nel volume esplorano come e perché i musei siano luoghi principali per il coinvolgimento delle comunità, per un impegno attivo nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente.

Ecco che Museum Activism può essere considerato un manuale per tutte le istituzioni e i professionisti che credono nella cultura come mezzo di dialogo e di empowerment, come agente attivo nel dare forma a un futuro migliore. Una chiamata forte e chiara dal mondo dei Museum Studies per far fronte a ciò che gli autori chiamano “the immorality of inaction”.

Notizie da ricordare #1-2019

Cascina Linterno: eredità europea di Petrarca

Da anni stiamo con CSA Petrarca, che ha recentemente vinto il bando per la gestione di Cascina Linterno. L’associazione ha fra i suoi scopi la valorizzazione della memoria storica del luogo e contribuire alla divulgazione su Francesco Petrarca: la cascina è infatti l’unica rimasta delle abitazioni milanesi in cui Petrarca risiedette durante il periodo trascorso presso i Visconti.

“Casa Petrarca” e il suo territorio, con le sue marcite e i fontanili riescono ancora oggi a restituire agli occhi di chi le visita le atmosfere in cui si muoveva il poeta. Ricordare il soggiorno di Petrarca a Milano, dove restò per buona parte di un decennio (1353-1361) è importante per restituire al territorio la dimensione concreta e locale della figura.
Ma anche perché, per la sua storia e le sue produzioni, l’eredità di Francesco Petrarca ha una portata ben più ampia.
Seguire le tracce di Petrarca porta lontano perché fa riflettere su una figura che più di tante altre ha una dimensione aperta e superiore a quella regionale o nazionale: questo non solo perché Milano fu solamente una tappa nei continui viaggi del poeta “nato in esilio”, ma perché la sua produzione culturale influenzò tutto il continente nel momento in cui per la prima volta cominciava a nascere un’identità culturale europea comune.
In un momento in cui l’Italia svolge un ruolo di guida nel campo della cultura e delle arti, Petrarca fu indubbiamente la figura letteraria chiave. E il suo muoversi, senza radicamento, di corte in corte ha un significato non solo pratico, ma anche simbolico, che ci ricorda il valore culturale unificante del viaggio. I viaggi di Petrarca si accompagnano infatti alla ricerca di una base culturale comune per l’Europa, alla riscoperta degli antichi e alla loro riattualizzazione nello sforzo di trovare dei valori universali in un contesto politico segnato dalla violenza e dal conflitto. Il poeta che più di tutti mise al centro l’individuo fu anche quello che nella complessità e ambivalenza del mondo interiore trovò anche un linguaggio che fosse condivisibile da tutti gli uomini: saper riconoscere di provare le stesse emozioni diventa così la base su cui poter costruire una vera convivenza.
La comunanza di esperienza è quindi la chiave per la fondazione della comunità. Questo messaggio fu bene accolto dai diretti successori di Petrarca, dalla comunità culturale che si andò a creare a partire dall’eredità che lasciò (insieme a Dante e Boccaccio) a tutta l’Europa. In un momento di guerre e trasformazioni sovranazionali era forte il desiderio di costruire rapporti: di creare una comunità che fosse internazionale ma che parlasse una lingua comune, che si riconoscesse negli stessi valori e che in questi, e non nei conflitti fra i popoli, sapesse costruire la propria identità.
La cultura europea che si ispirò a Petrarca fu una cultura che ricercava il confronto, e che seppe riconoscere nel dialogo la vera conoscenza.
Cercando una connessione fra gli antichi e moderni Petrarca pose le basi per il primo movimento di unificazione culturale europea. E creando un linguaggio della soggettività diete vita ad una lingua della comunità.

La portata di Petrarca e l’eredità che ha lasciato alla cultura europea si trova veramente quando si apre lo sguardo, e si riconoscono in questa cultura le sue dimensioni di socialità, di apertura e di confronto.

Indicazioni di lettura: “Approdi. Musei delle migrazioni in Europa”

Solo fino a qualche decennio fa difficilmente si sarebbero associate al museo parole come “inclusione”, “tolleranza”, “diversità”.
La crisi migratoria ha portato alla rinegoziazione dei valori europei e a una necessaria inversione di senso nella narrazione del fenomeno.
Secondo Tony Butler, tutte le sfide globali hanno conseguenze locali. Il museo può essere il luogo in cui condividere e affrontare queste sfide.
Ma un’istituzione culturale come quella del museo, come può intervenire per portare di nuovo in auge i valori dell’integrazione?
É possibile una museologia delle migrazioni?

Anna Chiara Cimoli con il libro “Approdi. Musei delle migrazioni in Europa”, pubblicato nel 2018 per la casa editrice Clueb, fornisce un’efficace bussola per navigare su un tema complesso, talvolta polarizzato, ma estremamente umano.
I musei che affrontano il tema delle migrazioni, allontanandosi dalla retorica della “moda espositiva”, assumono nel clima attuale un’importanza particolare, poiché in grado di attivare meccanismi empatici e una riscrittura dell’azione e missione del museo.
Claudio Rosati, in un’impeccabile introduzione al libro, afferma che “tutto il museo è oggi scosso con maggiore o minore intensità da un fantasma ricorrente: la domanda sul senso della sua azione”. Il volume, infatti, invita a ripensare il ruolo del museo oggi, alla luce dei continui cambiamenti sociali che si ripercuotono su di esso e sulla comunità di cui è al servizio.

Il testo affronta l’argomento con lo stesso proposito necessario per sviluppare una museologia delle migrazioni: entrando in connessione con “l’altro”, prendendo atto delle plurime sfaccettature e diversità che compongono il reale.
A sette esperienze europee presentate in una doppia prospettiva, quella dell’autrice e quella degli operatori, seguono approfondimenti teorici da parte di una coralità di osservatori provenienti da diversi ambiti, un ricco apparato iconografico e un elenco completo dei musei delle migrazioni.
Un libro per appassionati e professionisti di tutti i musei, delle migrazioni e non, che mantengono aperte le porte del confronto, che intendono essere non più torre d’avorio ma cellula palpitante del tessuto sociale.

La passione per la ricerca, la curiosità dell’autrice di indagare diversi punti di vista, ci consegnano in eredità un metodo da cui prendere esempio, quello dell’ascolto.
Noi di soluzionimuseali-ims da sempre lo integriamo nei nostri servizi e nella quotidianità.
Per questo abbiamo voluto dare spazio alla storia di un nostro amico e collega che non ha avuto molte occasioni di far sentire la sua voce in pubblico. Un’occasione per comprendere le vite di molti giovani che sono arrivati in Europa seguendo una speranza.

 

Museology and Values

 

Il 28 e 29 Settembre avrà luogo il simposio internazionale Museology and Values. Art and Human Dignity in the 21st Century, organizzato da soluzionimuseali-ims per conto del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. 

L’idea del presente convegno nasce dall’esperienza recente dell’Opera del Duomo di Firenze nel re-installare i capolavori del suo museo, e mira a stimolare uno scambio tra professionisti nel campo museale sul ruolo dell’arte del passato nell’attuale cultura globale.

I relatori e i panellists sono direttori e curatori dei più importanti musei al mondo, professori di museologia e architetti attivi in questo campo, che racconteranno le loro sfide e le loro soluzioni nella comunicazione dei significati di oggi.

Tra gli ospiti di Museology and Values vi segnaliamo la presenza del Jean-Luc Martinez, Direttore del Louvre e di Michail Borisovi? Piotrovskij, Direttore del The State Hermitage Museum.

Lo scopo di questo convegno è quello di discutere i principi e le strategie di presentazione dell’arte nell’odierno panorama culturale globale e stimolare lo scambio e la discussione tra i professionisti del campo museale.

Una delle domande centrali sarà se si creda ancora che i musei oggi, nel modo in cui mostrano l’arte, possano plasmare nei visitatori un senso della dignità della persona umana. Attraverso le letture di storia e di stile che propongono, possono i musei colmare la distanza che oggi sembra separare il presente dal passato, isolando singoli e gruppi in una contemporaneità senza radici? Se si, come? Se no, perché?

 

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Giornata Mondiale del Rifugiato: la nostra intervista a Survy

Per la giornata mondiale del rifugiato abbiamo voluto dare spazio alla storia di un nostro amico e collega di soluzionimuseali-ims che non ha avuto molte occasioni di far sentire la sua voce in pubblico.
Un’occasione per comprendere le vite di molti giovani che sono arrivati in Europa seguendo una speranza.

Nomine Sistema Museale Nazionale

Il Sistema Museale Nazionale, introdotto dall’ex Ministro Franceschini, è composto dai musei e dagli altri luoghi della cultura statali nonché dagli altri musei di appartenenza pubblica, dai musei privati e dagli altri luoghi della cultura pubblici o privati, che, su base volontaria, chiedano di essere accreditati.
Finalità del Sistema è il potenziamento della fruizione del patrimonio culturale e la garanzia di un accesso di qualità per gli utenti e un miglioramento della protezione dei beni culturali, attraverso la definizione di livelli omogenei e di codici di comportamento e linee di politica museale condivise, comunque nel rispetto dell’autonomia dei singoli istituti e della loro varietà.

Lo scorso Giugno il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Alberto Bonisoli, ha designato quali membri della Commissione per il Sistema museale nazionale la dott.ssa Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, l’arch. Manuel Roberto Guido, dirigente della Direzione Generale Musei del MiBACT, la dott.ssa Martina De Luca, funzionaria del MiBACT, e la dott.ssa Cristina Da Milano, esperta.

La Commissione, prevista dal decreto di adozione dei livelli minimi uniformi di qualità per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica, è presieduta dal Direttore Generale Musei ed è composta, oltre che dai quattro rappresentanti designati dal Ministro, dal presidente del Comitato tecnico scientifico per i musei e l’economia della cultura, da sei rappresentanti designati dalla Conferenza Unificata e da due rappresentanti designati da ICOM Italia.

I membri della Commissione indicati da Icom Italia sono, a quanto apprende AgCult, la presidente Tiziana Maffei e Adele Maresca Compagna, vicepresidente che ha partecipato nei mesi scorsi a tutti i lavori preparatori per la definizione del Sistema museale nazionale con gli uffici del Mibact.

La Commissione opera per la verifica dell’equiparazione dei livelli di qualità dei musei provinciali e regionali, convalida l’esito dell’istruttoria di accreditamento dei musei e luoghi della cultura non statali che intendono aderire al sistema museale nazionale e formula proposte per lo sviluppo e la promozione del sistema museale nazionale.
I componenti della Commissione, che non ricevono compenso, gettoni, indennità di alcun tipo, sono scelti tra personalità di comprovata qualificazione professionale in materia di musei e altri luoghi della cultura e durano in carica quattro anni, rinnovabili.

D.M. 276 18/06/2018
Decreto completo
Comunicato

Il copyright nell’era digitale

L’Unione Europea ha rimandato a Settembre la direttiva di cui si è molto parlato negli ultimi mesi sul copyright nell’era digitale.
La questione, alquanto spinosa, ha dato il via a un acceso dibattito che pone al centro della discussione gli articoli 11 e 13.
Per maggiori delucidazioni sull’argomento vi invitiamo a leggere l’articolo dell’Avv. Cristina Manasse riportato al seguente link.

in corso di redazione della newsletter, la riforma del copyright è stata approvata dal PE il 13 settembre.
Inizia ora una fase importante per l’approvazione del testo finale, che si prevede per Gennaio. Le istituzioni europee devono infatti negoziare il testo definitivo della direttiva.

 

Cristina Manasse,
avvocato, esperta in diritto dell’arte e beni culturali, diritto della fotografia e diritto d’autore,  anche nel settore digitale. Già Presidente del Comitato di Diritto dell’Arte dell’Associazione Mondiale di Avvocati (IBA). Autrice di articoli e pubblicazioni,  relatrice a numerosi convegni e masters universitari, nazionali ed internazionali, in materia di diritto dell’arte, della fotografia e della proprietà intellettuale. Membro del Centro Ask (Bocconi) quale esperta di diritto dell’arte e della fotografia. Membro della Commissione “Diritto, Letteratura e Arte” dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

Consulente legale di artisti, gallerie, fotografi, istituzioni museali, associazioni culturali, collezionisti, start up digitali, piattaforme per vendita e distribuzione, case d’asta, fiere d’arte, e per gli operatori del settore coinvolti nella creazione/ distribuzione/valorizzazione/ protezione di contenuti di proprietà intellettuale.