All posts tagged: beni culturali

soluzionimuseali-ims al Salone del Restauro di Ferrara.

Ad aprile abbiamo partecipato al Salone del Restauro di Ferrara; durante l’evento abbiamo organizzato un workshop specialistico sul Brand
con interventi della nostra direttrice Maria Cristina Vannini, e della prof.ssa Annamaria Esposito di IULM. Engineering Informatica SpA ha presentato una piattaforma di storytelling da loro sviluppata che può contribuire ad aumentare la reputazione dei musei rendendo la tua visita un’esperienza di cui ricordarti anche quando torni a casa.

Chi fosse interessato alle slide delle presentazioni, ci contatti attraverso il nostro sito.

 

Letture aggiuntive:

Un nostro commento: Le Fiere tradizionali hanno senso in un mondo sempre più virtuale?20170720_Fiere_Mondo_virtuale

Collezione da Tiffany, editoriale27 giugno 2017, di Stefano Monti, Mostre digitali? sì grazie!

Report: Intercultural dialogue in shared spaces. Rappresentanti di associazioni europee a confronto

logo

logo

Nei mesi di Marzo e Aprile scorsi, il consorzio Voices of Culture, a nome della Commissione Europea, ha invitato 35 operatori europei a partecipare a due incontri sul tema Promoting Intercultural Dialogue And Bringing Communities Together Through Culture In Shared Public Spaces. 

Gli incontri si sono svolti a Barcellona e a Brussels, e hanno dato la possibilità a 35 professionisti in vari settori del mondo della cultura di raccogliere in un report i pensieri e le richieste che il settore vuole condividere con la Commissione Europea.

Il report, qui riportato: 20160628_Brainstorming Report ICD è stato successivamente presentato e discusso con in un incontro con vari DG e rappresentanti della Commissione e con i componenti dell’Open Method of Coordination.

Siamo grati se vorrete riportarci i vostri commenti e se vorrete utilizzare il documento per la diffusione e gli usi che ne vorrete fare.

Visiting the visitor – l’esperienza di visita museale: spunti per nuove conclusioni

9783837632897_216x1000“Visiting the visitors” è una pubblicazione curata da Ann Davis e da Kerstin Smeds. La pubblicazione raccoglie una serie di articoli presentati negli ultimi anni nei simposi di ICOFOM il Comitato Internazionale della Museologia del cui Board M. Cristina Vannini ha fatto parte dal 2013 al 2016.

Lo studio dei visitatori dei musei ha subito radicali trasformazioni e ognuno degli articoli pubblicati cerca di porre nuove domande, inquadrare il tema da nuovi punti di vista e proporre risposte non scontate per stimolare una ricerca creativa e incoraggiare nuove conclusioni.

Per richiedere il testo, in cui è presente un articolo di M. Cristina Vannini, seguite questo link: http://www.transcript-verlag.de/en!/978-3-8376-3289-7/visiting-the-visitor.

 

 

.

 

Il volto nuovo dei mestieri by Anna Zinola – la Nuvola del lavoro del Corriere

images

 

A Gennaio, ho fatto due chiacchiere con una brava giornalista, Anna Zinola, che cura questa rubrica on-line del Corriere della Sera sulle professioni museali nel futuro.
L’articolo si centra su alcuni aspetti, comunque rilevanti, ma sappiamo che per affrontare l’argomento dovremmo scrivere un trattato!
In ogni caso, può essere interessante iniziare un dibattito, fuori dagli schemi e dai canali dedicati per capire come il settore si sta evolvendo in modo da dare delle dritte, soprattutto ai giovani professionisti, su come muoversi.

Se vuoi leggere l’articolo, lo puoi scaricare qui  o leggerlo direttamente al link della Nuvola del Lavoro

 

Le opportunità della legge ArtBonus

Napoli_ArtBonus

…e lunedì 15 Dicembre sarò anch’io a Napoli!

Continua il roadshow su ArtBonus e questa volta, a Palazzo Reale di Napoli, alla giornata “Per la tutela e la valorizzazione dei Beni culturali e la crescita del turismo: Le opportunità della legge ArtBonus” ci sarà anche il Ministro Franceschini.

Vi aspettiamo il pomeriggio dalle h. 15,30. Scarica il programma

Mi auguro che il processo di disseminazione delle novità introdotte dal Decreto, associato al metodo dell’ascolto e del confronto reale che i Deputati PD hanno  iniziato a ad attivare a Monza un mese fa, riesca ad innescare nuove dinamiche virtuose nel settore dei Beni Culturali e del Turismo.

The Best in Heritage 2013 – Dubrovnik – 19/21 Settembre

Anche quest’anno dal 19 al 21 Settembre, in partnership con Europa Nostra e sotto il patrocinio speciale di ICOM, si svolgerà a Dubrovnik (Croazia), la dodicesima edizione di The Best in Heritage. Sono stati selezionati 24 progetti da 19 paesi di 5 continenti per offrire una visuale completa dell’eccellenza nel settore dei Beni Culturali.

Il Museo MUST di Vimercate e il MAXXI di Roma, in qualità di vincitori del Premio ICOM Italia 2012 nelle categorie migliore allestimento e miglior progetto social network, sono entrati nella lista dell’Excellence Club.

Con quale criterio si sceglierebbero le opere da affittare?

Mi farebbe piacere capire secondo quale criterio si sceglierebbero le opere da affittare, a che prezzo, per quanti anni, quali requisiti di conservazione e sicurezza sarebbero richiesti….
LE OPERE D’ARTE IN AFFITTO AI PRIVATI
Caro Augias, una delle idee consegnate al presidente Giorgio Napolitano dai famosi “saggi” è attuare «forme di prestito oneroso ai privati» delle opere d’arte oggi chiuse nei magazzini dei musei italiani. Finalmente un’idea saggia! Sono felice che i saggi ci abbiano pensato. Mi per?metto di ricordare che lo vado dicendo da quasi 30 anni! Nell’ottobre del 2006, Repubblica pubblicò una mia lettera nella quale tra l’altro dicevo che lo Stato poteva aprire ai privati per la salvaguardia del patrimonio culturale senza procedere ad un’alienazione definitiva. Della stes?sa idea è Salvatore Settis: solo un patto nazionale tra soggetti diversi, dallo Stato ai privati, può invertire una tendenza che ha portato a bilanci sempre più esigui, e sovrintendenze al col?lasso. Ai musei dovrebbe essere consentito di affittare ai privati (con ogni garanzia) le tante opere d’arte minori che giacciono nei magazzini. Escluse ovviamente le opere di particolare valore (che si suppone siano esposte) o quelle oggetto di studi e ricerche. Tanto più che il co?dice dei beni culturali e del paesaggio già oggi offre aperture in questa direzione. MassimoGargiulo Se n’è parlato poco ed è un peccato, ma almeno un consiglio giusto dunque i “saggi” lo hanno dato: affittare, fatta salva ogni possibile garanzia, le opere d’arte inutilizzate dei nostri musei che sono centinaia. Del resto, affittiamo i militari agli armatori privati – stante la sciagurata ini?ziativa dell’ex ministro La Russa – potremo ben affittare qualche quadro o qualche statua tra quelle che giacciono negli scantinati e nei depositi talvolta ignorate da decenni o forse da se?coli. La proposta rilancia tra l’altro l’insufficiente utilizzazione del nostro sterminato patrimo?nio, le lamentevoli condizioni di tanti istituti ormai al collasso. Basta pensare al povero destino dei Bronzi di Riace, sballottati di qua e di là ma che non stavano tanto bene nemmeno prima. Anni fa, trovandomi a Reggio Calabria, li andai, se posso dire così, a trovare. Mi aspettavo un ingresso, un biglietto, dei custodi. Niente di tutto questo. Entrai in un edificio, nessuno mi chie?se niente, arrivai nella sala. Loro due stavano lì, belli e impassibili. Nessun biglietto, nessun custode. Un caso limite certo ma richiama ciò che mi disse un giorno un grande libraio roma?no. Disse: il libraio che sta dietro al bancone ad aspettare che entri un cliente, probabilmente non arriva alla fine dell’esercizio. Il libraio deve muoversi, invitare gli autori, uscire, offrire al pubblico, inventarsi iniziative, vivacizzare l’attività. Allora, forse, ce la fa. Mutatis mutandis lo stesso vale per musei e pinacoteche. Anche se fosse servito solo a questo, il lavoro dei “saggi” avrebbe già una sua utilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

Post imported by Google+Blog for WordPress.

Mi farebbe piacere capire secondo quale criterio si sceglierebbero le opere da affittare, a che prezzo, per quanti anni, quali requisiti di conservazione e sicurezza sarebbero richiesti…. A me me pare #unastrunzata anche se #Settis e’ daccordo.
LE OPERE D’ARTE IN AFFITTO AI PRIVATI
Caro Augias, una delle idee consegnate al presidente Giorgio Napolitano dai famosi “saggi” è attuare «forme di prestito oneroso ai privati» delle opere d’arte oggi chiuse nei magazzini dei musei italiani. Finalmente un’idea saggia! Sono felice che i saggi ci abbiano pensato. Mi per?metto di ricordare che lo vado dicendo da quasi 30 anni! Nell’ottobre del 2006, Repubblica pubblicò una mia lettera nella quale tra l’altro dicevo che lo Stato poteva aprire ai privati per la salvaguardia del patrimonio culturale senza procedere ad un’alienazione definitiva. Della stes?sa idea è Salvatore Settis: solo un patto nazionale tra soggetti diversi, dallo Stato ai privati, può invertire una tendenza che ha portato a bilanci sempre più esigui, e sovrintendenze al col?lasso. Ai musei dovrebbe essere consentito di affittare ai privati (con ogni garanzia) le tante opere d’arte minori che giacciono nei magazzini. Escluse ovviamente le opere di particolare valore (che si suppone siano esposte) o quelle oggetto di studi e ricerche. Tanto più che il co?dice dei beni culturali e del paesaggio già oggi offre aperture in questa direzione. MassimoGargiulo Se n’è parlato poco ed è un peccato, ma almeno un consiglio giusto dunque i “saggi” lo hanno dato: affittare, fatta salva ogni possibile garanzia, le opere d’arte inutilizzate dei nostri musei che sono centinaia. Del resto, affittiamo i militari agli armatori privati – stante la sciagurata ini?ziativa dell’ex ministro La Russa – potremo ben affittare qualche quadro o qualche statua tra quelle che giacciono negli scantinati e nei depositi talvolta ignorate da decenni o forse da se?coli. La proposta rilancia tra l’altro l’insufficiente utilizzazione del nostro sterminato patrimo?nio, le lamentevoli condizioni di tanti istituti ormai al collasso. Basta pensare al povero destino dei Bronzi di Riace, sballottati di qua e di là ma che non stavano tanto bene nemmeno prima. Anni fa, trovandomi a Reggio Calabria, li andai, se posso dire così, a trovare. Mi aspettavo un ingresso, un biglietto, dei custodi. Niente di tutto questo. Entrai in un edificio, nessuno mi chie?se niente, arrivai nella sala. Loro due stavano lì, belli e impassibili. Nessun biglietto, nessun custode. Un caso limite certo ma richiama ciò che mi disse un giorno un grande libraio roma?no. Disse: il libraio che sta dietro al bancone ad aspettare che entri un cliente, probabilmente non arriva alla fine dell’esercizio. Il libraio deve muoversi, invitare gli autori, uscire, offrire al pubblico, inventarsi iniziative, vivacizzare l’attività. Allora, forse, ce la fa. Mutatis mutandis lo stesso vale per musei e pinacoteche. Anche se fosse servito solo a questo, il lavoro dei “saggi” avrebbe già una sua utilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

Post imported by Google+Blog for WordPress.