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Consigli di Lettura – Settembre

Consigli di Lettura – Luglio

Indecisi su cosa leggere sotto l’ombrellone?

Ecco i nostri consigli per l’estate:

Angelo Garoglio, Uno sguardo su Michelangelo. Le ultime Pietà. Ediz. illustrata, Skira 2018

Claudio Giorgione, Leonardo da Vinci. La collezione di modelli del museo, Fondazione Museo L. Da Vinci 2009

Emma Jacobs, The Little(r) Museums of Paris: An Illustrated Guide to the City’s Hidden Gems, Running Press Adult 2019

Nicolette Mandarano, Musei e media digitali, Carocci Editore 2019

Luisella Pavan-Woolfe e Simona Pinton, Il valore del patrimonio culturale per la società e le comunità, la convenzione del Consiglio d’Europa tra teoria e prassi, Linea Edizioni 2019

Di quest’ultimo ne parleremo anche nella prossima newsletter, il cui tema sarà proprio la convenzione di Faro!

Buona lettura!

Indicazioni di lettura: “Museum Activism”

Appare sempre più evidente come vi sia un continuo ripensamento sul ruolo del museo e sulle sue potenzialità.

Il crescente trend di pratiche attiviste nel campo museale ha portato Robert R. Janes e Richard Sandell dell’Università di Leicester a raccogliere in un potente volume, Museum Activism, numerose e differenti voci che invitano a guardare il museo come uno spazio a tutti gli effetti civico, in grado di generare un impatto sociale.

Il libro, uscito a Gennaio 2019 per la serie Museum Meanings di Routledge, afferma con coraggio che “la posterità é arrivata”, e che l’idea di neutralità all’interno del museo si stia pian piano sgretolando in tutto il mondo, lasciando spazio a modelli di agire fino a poco tempo fa impensabili.

Dalla Colombia allo Zimbabwe le esperienze raccontate nel volume esplorano come e perché i musei siano luoghi principali per il coinvolgimento delle comunità, per un impegno attivo nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente.

Ecco che Museum Activism può essere considerato un manuale per tutte le istituzioni e i professionisti che credono nella cultura come mezzo di dialogo e di empowerment, come agente attivo nel dare forma a un futuro migliore. Una chiamata forte e chiara dal mondo dei Museum Studies per far fronte a ciò che gli autori chiamano “the immorality of inaction”.