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Perché è così importante conoscere la storia dell’arte

Negli ultimi mesi si sente spesso parlare di persone che vorrebbero escludere dalle scuole italiane la storia dell’arte. Sono in molti però a lamentarsi. Ma quanti davvero ne sanno di arte? I nostri stagisti dell’IIS Falcone-Righi hanno condotto un’indagine tra le strade di milano…

Perché è così importante conoscere la storia dell’arte?

Per alcuni studiosi di neuroscienza l’educazione artistica migliora l’attenzione e le funzioni cognitive. Questi distinguono due processi del nostro cervello quando raccogliamo informazioni, quella bottom-up, ovvero le funzioni biologiche del nostro cervello che ci permettono di estrarre gli elementi chiave dell’immagine e quella top-down, ovvero l’influenza esercitata dalle funzioni mentali e cognitive come l’attenzione, per il quale il cervello deve impegnarsi in un’elaborazione per risolvere le abiguità del bottom up. L’informazione top-down colloca l’immagine in un contesto psicologico personale, e trasmette quindi significati diversi alle diverse persone.

“La creatività elimina la barriera tra il nostro IO conscio e quello inconscio, consentendo loro di comunicare in modo relativamente libero, seppur controllato. Dal momento che l’osservatore sottostà a un’esperienza creativa quando vede un’opera d’arte, chi guarda sperimenta, al pari dell’artista, questa comunicazione controllata con l’inconscio.”

Arte e neuroscienze. Le due culture a confronto, Eric Kandel

Dunque conoscere la storia dell’arte è il primo passo per diventare artisti.

Inoltre lo studio della storia dell’arte può servire a capire meglio alcuni aspetti delle altre materie perché permette di osservarli da un punto di vista diverso.
Infine, ci permette di conoscere le nostre origini, allena al senso critico e al libero giudizio.

Indicazioni di lettura: “Approdi. Musei delle migrazioni in Europa”

Solo fino a qualche decennio fa difficilmente si sarebbero associate al museo parole come “inclusione”, “tolleranza”, “diversità”.
La crisi migratoria ha portato alla rinegoziazione dei valori europei e a una necessaria inversione di senso nella narrazione del fenomeno.
Secondo Tony Butler, tutte le sfide globali hanno conseguenze locali. Il museo può essere il luogo in cui condividere e affrontare queste sfide.
Ma un’istituzione culturale come quella del museo, come può intervenire per portare di nuovo in auge i valori dell’integrazione?
É possibile una museologia delle migrazioni?

Anna Chiara Cimoli con il libro “Approdi. Musei delle migrazioni in Europa”, pubblicato nel 2018 per la casa editrice Clueb, fornisce un’efficace bussola per navigare su un tema complesso, talvolta polarizzato, ma estremamente umano.
I musei che affrontano il tema delle migrazioni, allontanandosi dalla retorica della “moda espositiva”, assumono nel clima attuale un’importanza particolare, poiché in grado di attivare meccanismi empatici e una riscrittura dell’azione e missione del museo.
Claudio Rosati, in un’impeccabile introduzione al libro, afferma che “tutto il museo è oggi scosso con maggiore o minore intensità da un fantasma ricorrente: la domanda sul senso della sua azione”. Il volume, infatti, invita a ripensare il ruolo del museo oggi, alla luce dei continui cambiamenti sociali che si ripercuotono su di esso e sulla comunità di cui è al servizio.

Il testo affronta l’argomento con lo stesso proposito necessario per sviluppare una museologia delle migrazioni: entrando in connessione con “l’altro”, prendendo atto delle plurime sfaccettature e diversità che compongono il reale.
A sette esperienze europee presentate in una doppia prospettiva, quella dell’autrice e quella degli operatori, seguono approfondimenti teorici da parte di una coralità di osservatori provenienti da diversi ambiti, un ricco apparato iconografico e un elenco completo dei musei delle migrazioni.
Un libro per appassionati e professionisti di tutti i musei, delle migrazioni e non, che mantengono aperte le porte del confronto, che intendono essere non più torre d’avorio ma cellula palpitante del tessuto sociale.

La passione per la ricerca, la curiosità dell’autrice di indagare diversi punti di vista, ci consegnano in eredità un metodo da cui prendere esempio, quello dell’ascolto.
Noi di soluzionimuseali-ims da sempre lo integriamo nei nostri servizi e nella quotidianità.
Per questo abbiamo voluto dare spazio alla storia di un nostro amico e collega che non ha avuto molte occasioni di far sentire la sua voce in pubblico. Un’occasione per comprendere le vite di molti giovani che sono arrivati in Europa seguendo una speranza.

 

Identity and Mission – Museology and Values. Art and Human Dignity in the 21st Century

Identity and Mission – Museology and Values. Art and Human Dignity in the 21st Century

Dal Louvre al The State Hermitage Museum, dai Musei Vaticani alla National Gallery di Londra, e ancora il Bode-Museum di Berlino, gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia e la Pinacoteca di Brera.

Come sapete, lo scorso 28 e 29 Settembre a Firenze, i direttori e curatori di alcuni tra i più importanti musei del mondo si sono riuniti per il convegno “Museology and Values. Art and Human Dignity in the 21st century” organizzato dall’Opera di Santa Maria del Fiore, per raccontare le loro sfide e le loro soluzioni nella comunicazione dei significati di oggi.

Insieme, hanno sottoscritto un vero e proprio manifesto che, con piacere, vi riproponiamo qui di seguito:

 

 

NOTIZIE DA RICORDARE #3 – 2018

L’anima di un luogo

Succede che quando una piccola località diventa meta costante di un turismo che sa quasi di pellegrinaggio, il turismo stesso può diventare così invasivo da snaturate l’anima di quel luogo e comprometterne il suo equilibrio.

E’ il caso di Cortona, un antico paesino in Toscana, divenuto famoso grazie al successo del best-seller “Sotto il Sole della Toscana” della scrittrice Frances Mayes.

The Genius of a Place – L’anima di un luogo, della regista americana Sarah Marder e di Olo Creative Farm è una pellicola indipendente girata durante l’arco di cinque anni, che segue la vita degli abitanti del borgo toscano, indagando lo sviluppo economico portato dal turismo e i problemi ad esso collegati.

 

 

 

 

NORMATIVE DI LEGGE – #2-2018

Ad Ottobre 2017 è stata emanata la Legge n. 158 che si pone come obiettivo la promozione dello sviluppo sostenibile economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli Comuni.
La legge istituisce un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per l’anno 2017 e di 15 milioni di euro annui dal 2018 al 2023.
Per l’utilizzo delle risorse da parte dei piccoli Comuni individuati quali beneficiari, si provvederà successivamente alla predisposizione di un Piano nazionale dedicato.

Notizie da Ricordare – #1-2018

– E’ uscito il bando per la 1a Edizione del Playable Museum Award;

Online il Bando Migrarti 2018;
On the new website of European Museum Forum it’s online the Call for EMYA 2019;
European Culture Forum 2017 – Request for feedback;
Public consultation on Europeana, la piattaforma digitale dell’Europa per il Patrimonio Culturale;
– Save the Date – 12 February Bruxelles – Consultation on European Agenda for Culture.

 

 

 

 

 

 

Un nuovo studio sull’Audience Development

La Commissione Europea ha realizzato un nuovo studio sull’Audience Development mettendo a disposizione una guida pratica per tutti gli operatori culturali. Lo scopo di questo lavoro è quello di:

– fornire alla Commissione Europea indicazioni sulla valutazione degli strumenti e dei metodi da applicabili nel campo della AD;

– fornire una base per i criteri di selezione in vista di future proposte definite dal programma “Creative Europe”;

– dotare gli operatori culturali di mezzi sviluppati al fine di aiutare l’organizzazione a spostarsi verso un approccio orientato al pubblico;

– indagare gli elementi comuni, le differenze e le potenziali opportunità di apprendimento reciproco attraverso il confronto con diverse realtà Europee.

 

La porta sull’arte – XIII GDC

Ci stiamo avvicinando alla XIII Giornata del Contemporaneo, il grande evento che, dal 2005, AMACI dedica all’arte

contemporanea e al suo pubblico.

 

In seguito al successo ottenuto lo scorso ottobre, ci ripresentiamo anche quest’anno con l’iniziativa La porta sull’arte.

Per questa seconda edizione abbiamo deciso aprire una CALL rivolta a tutti coloro che si dedicano alle discipline artistiche

contemporanee, offrendo loro la possibilità di esporre gratuitamente le proprie opere in un contesto spaziale inusuale.

 

Il luogo che ospiterà l’iniziativa sarà infatti il nostro studio professionale in cui, per una settimana, attività quotidiane e opere d’arte si

mescoleranno e confronteranno, creando un nuovo concetto di spazio privato aperto agli appassionati del contemporaneo.

 

Se sei interessato, inviaci per email il tuo progetto o un’immagine di quello che vuoi esporre entro la metà di settembre. 

Le opere potranno realizzate con qualsiasi tecnica artistica, ma di dimensioni non superiori al 1,5 m.

Scarica qui la CALL del BANDO: Call_La_XIII_GDC_Amaci

Da Valore Cultura all’ArtBonus – atti

Ad ottobre 2014 ho partecipato alla giornata organizzata dai Deputati PD presso il Teatrino di Villa Reale a Monza dal titolo: “Da Valore Cultura all’ArtBonus. Un cambio di passo per il Paese. La cultura motore dello sviluppo“. E’ stata una giornata lunghissima in cui si sono davvero toccati tutti i punti critici di molti settori del comparto “Cultura” e fa onore agli On. Roberto Rampi ed On. Irene Manzi oltre ai vari molti loro colleghi aver organizzato questa “maratona”. Ho parlato a braccio verso le 19,30 (in ordine alfabetico chi si chiama Vannini è messo male, ma non ero l’ultima questa volta! ), spero che troviate ugualmente qualche idea buona e condivisibile per nuove politiche culturali. Potete scaricare la pubblicazione qui: Art_Bonus_WEB_0