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Social media

Come i social media influenzano il nostro comportamento e il nostro modo di comunicare.

AUTORE
M. Cristina Vannini
M. Cristina Vannini
PUBBLICATO IL
06/07/2023

I fatti recenti di cronaca hanno riacceso il dibattito sui social media.

Dall’impatto negativo che possono avere sulla salute mentale agli effetti, anche strazianti, che la ricerca di contenuti virali hanno nella vita reale, non è raro sentirne parlare come una piaga che ha cambiato – spesso in peggio – la nostra quotidianità e i ritmi delle relazioni umane.

Nonostante questo, non sembrano avere fretta di scomparire dalle nostre vite, e sono ormai uno strumento imprescindibile per lavorare, comunicare, connettersi con le persone.

Ci sono anche esempi positivi in cui i social media hanno innescato cambiamenti nelle comunità, soprattutto quando hanno dato voce a comunità e gruppi oppressi: è stato sui social che Emma Gonzales, sopravvissuta alla strage al Liceo di Parkland nel 2018 ha organizzato le proteste culminate con la March For Our Lives, che Muhammad Najem ha raccontato il conflitto in Siria o che Rene Silva ha costruito Voz das Communidades, la testata che racconta la vita nelle favelas di Rio de Janeiro

Ciò che questo ci insegna è che i social non possono essere visti (e usati!) in maniera neutrale: ci influenzano non solo con i loro contenuti ma per il tipo di interazioni sociali che coltivano. La preparazione e conoscenza dello strumento deve accompagnarsi ad un’educazione allo stesso. Per esempio, è troppo facile confidare nell’idea di nativi digitale, aspettandosi che i più giovani abbiano competenze informatiche innate o che sviluppino spontaneamente la capacità di usare i social in maniera sana e consapevole.

Anche nei progetti di community building,  che coinvolgono gruppi di popolazione diversi per età e contesto, l’utilizzo dei social può essere un modo potente di coinvolgere le persone, ma solo se accompagnato da uno studio dei contenuti e della loro ricezione, offline e online.